London's life · The beginning

Cercare casa a Londra (sottotitolo: le avventure di due sfigati)

Sono indaffaratissima in questi giorni e tra il lavoro e i preparativi per il trasloco riesco a malapena a dedicarmi a me stessa.

Venerdì erano tre anni di me e Francesco. Siamo andati in un ristorante brasiliano e ci siamo ingozzati di carne di tutti i tipi e cotture, per una cifra che non stava nelle nostre tasche…ma va beh, è l’anniversario!
Come regalo, oltre a una romantica colazione a letto, abbiamo ricevuto una telefonata dall’agenzia immobiliare che ci avverte, a una settimana dal trasloco, che la casa non è più disponibile perché la proprietaria ha cambiato idea. Ti venisse una cagarella a spruzzo quando ci son solo turche disponibili.

Dovete sapere, cari miei, che oltre a fare a gara su chi ha più ricordi amorosi, competiamo su chi ha più sfiga. Tirando le somme,  tra malattie genetiche, vicissitudini familiari, occasioni di vita perse e attimi non colti, arriviamo pari. E non è un bene, quando quello che ti serve in questo momento è solo una gran botta di culo.

Non voglio essere pessimista, ma cercare casa qui, almeno per noi, è la cosa più difficile da affrontare. Dovete partire armati di grande pazienza, perché potreste ritrovarvi in un loop infinito come quello che abbiamo affrontato noi.
Iniziare a cercare una casa prima di partire non è una cattiva idea, ma sarebbe meglio non affidarsi alle foto che vi sbattono sui siti internet perché sono quasi tutte inverosimili alla realtà.  Se poi il diavolo fa solo le pentole, gli agenti immobiliari fanno i coperchi. La tecnica del fish-eye è stata inventata sicuramente da loro, perché non c’è altro modo di vendere una casa con un salotto 4×3 e “stretchare” l’immagine a 12×9!

Inoltre bisogna far fronte alle spese di commissioni, ai costi sulle referenze, e chiaramente bisogna anticipare un mese d’affitto (a volte anche due). Non andate da agenzie se siete soli, e inesperti. La gavetta va fatta condividendo una stanza trovata sui siti internet.   

Vi posso consigliare un paio di siti, io la mia prima stanza l’ho trovata qui: www.gumtree.co.uk . Potete anche cercare su www.spareroom.co.uk , o www.easyroommate.co.uk .  Se vi va di condividere, stringete la ricerca scrivendo “shared flat” o “shared room”. Parlando di cifre, una stanza singola non dovrebbe costarvi più di £350/400 al mese (ed è già troppo!).
Per esempio, io tre anni fa pagavo una singola £390 al mese con tutte le spese incluse. Se vi chiedono £400 senza i costi extra allora passate oltre.
 Tenete conto del fatto che molto probabilmente all’inizio vi troverete un lavoro poco pagato (la minima all’ora è attualmente £6.19) e se lavorate full-time, guadagnerete intorno alle £800 al mese. A questo dovete aggiungere il costo per i trasporti (£140 al mese circa) e il cibo (qui dipende dal vostro livello di gola ma se fate una spesa saggia non dovreste spendere più di £50 al mese). Siccome io ho bellamente ignorato tutti gli “extra” , il giorno in cui ho chiuso il mese risparmiando £200 è stato il giorno in cui ho visto l’Altissimo cielo Empirico e le sue schiere di Angeli.

State lontani dalla zona 1 e dalla zona Ovest: sono molto care, sempre se avete un budget limitato e mamma non vi paga più le felpe firmate. Cercate in zona 3, a nord, a est. Il sud è un po’ ghetto quindi ve lo sconsiglio. Oddio, tutte le aree limitrofe alla zona 2 sono ghetto, ma il sud lo è in maniera esponenziale. Io attualmente vivo a Walthamstow, si trova a nord-est, non lontano dalla zona Olimpica. È davvero un mix di razze qui, non badate troppo al capello, e se siete razzisti, o vi passa o davvero non saprei spiegarmi che diavolo ci fate qui.

Attenti a non cadere vittime di truffe organizzate. Vi basterà digitare su Google “truffa Western Union” per capire di che cosa parlo. Io ci sono andata molto vicina. Se vi chiedono di spedire i soldi tramite Western Union o Money Express, N-O-N   F-A-T-E-L-O   P-E-R   N-E-S-S-U-N-A   R-A-G-I-O-N-E.
Volete sapere cosa è successo a me? Beh ve lo dico lo stesso.  Correva l’anno 2011…

“I miei capelli iniziavano già ad indebolirsi e le unghie a spezzarsi più del solito, prevedevo di essere calva alla fine del mese. D’altra parte io, mentre lavoravo, postavo annunci in giro per i siti cercando una casa per noi due. Si, avevamo deciso di vivere da soli, senza coinquilini. Così, aspetta e spera, ci contattò una signora, una certa Margerita Haeker. La tizia, tutta carina, ci dice che aveva una casa disponibile per noi alla modica circa di 700 sterline al mese tutto incluso, Beh, ci diciamo, va benissimo! Vediamo la zona, un po’ lontano dal centro, ma le foto mostrano una casa fantastica e per una casa così mi sveglierei anche alle 4 per andare a lavoro. Così le diciamo che abbiamo deciso di affittare e lei inizia a spiegarci di un –piccolo inconveniente-. Siccome la signorina vive a Birmingham, non sarebbe venuta giù solo per mostrarci la casa, perché se poi noi non l’avessimo presa, lei si sarebbe fatta un viaggio a vuoto. Noi le ripetiamo che siamo persone serie, che siamo fermamente decisi ad affittare e che se lei viene giù lo fa per firmare le carte e darci le chiavi.
Lei replica che non si può fidare sulla parola, che vuole una prova nella quale dimostriamo che abbiamo i soldi per poter pagare l’affitto mensilmente. E qual è questa prova?
La magica WESTERN UNION, il metodo più facile e veloce per spedire soldi in ogni angolo del mondo! Si, documentandomi su internet il modus operandi di questi ladri è quasi sempre lo stesso, e Margherita era già a metà strada del suo progetto. In più, per darmi prova della sua “onestà” mi scrive che devo intestare i soldi a mia madre o a una mia amica, non a lei! Così poi posso riprendermeli quando voglio… lei sarebbe andata in un qualsiasi ufficio western union con la copia della ricevuta e avrebbe verificato se i soldi esistevano… poi magari avrebbe detto che era mia madre e si sarebbe presa 500 sterline di deposito.
Si bella! Credici! Così ho deciso di farla sclerare e abbiamo continuato a mandarci e mail per due giorni dicendoci reciprocamente di fidarci l’una dell’altra, giusto per il puro gusto di scrivere “’ca nisciun’è ffesso!”. Poi mi sono stancata, dal momento che un altro tizio mi aveva contattato e aveva iniziato la tiritera pressoché uguale, sono che lui viveva ad Edimburgo  quindi sarebbe stato difficile poter venire giù solo per una viewing. Ad entrambi il telefono non funzionava bene, parentesi.”

Quindi, ricapitolando, NO Western Union, NO telefono rotto, NO vivo in Burundi e non posso vederti in faccia. Chiaro?

Parlo di sfiga perché dopo esserci frantumati le balle con questi annunci fasulli, troviamo dei ragazzi che mettono a disposizione la loro stanza doppia per davvero.  Andiamo da questa tipa, che vive insieme ad altri due inglesi e due gatti, e ci mostra la stanza: grande, comoda e adatta a noi. Questa gente tra l’altro tendeva molto al metal e ci era risultata molto simpatica fin dall’inizio. Dopo un paio di giorni di riflessioni confermiamo la stanza, e lei, tutta gaia, ci dice di andare da lei il sabato successivo per portare il deposito e iniziare a trasferirsi! Evvai, amicissimi per semprissimo!  
Un paio di giorni seguenti, ecco che mi arriva una nuova e-mail: BAD NEWS, era il titolo. La mandava lei. A causa del divorzio dei genitori dell’altra coinquilina, la stanza non sarebbe più stata disponibile poiché madre e prole si sarebbe trasferiti a Londra (dal Canada) per qualche tempo a smaltire lo shock. I’m sorry sorry sorry, good luck e sarcazzo, vediamo la nostra nuova casa salutarci con la manina.
Telefono subito a Fra per comunicargli l’allegra notizia e gli ordino di mettersi subito alla ricerca. Io dal computer dell’ufficio, lui da quello di casa, mandiamo 30 annunci nel giro di due ore. Il 70% delle persone non vuole coppie, ma gente libera! Beh, direi che partiamo avvantaggiati!

Nei giorni seguenti organizziamo un altro paio di visite quando finalmente troviamo la casa giusta: una coppia metteva a disposizione la loro stanza degli ospiti per una cifra irrisoria, che ci avrebbe permesso di mettere da parte dei gran soldoni. La casa in sé poi era assolutamente fantastica: lussuosa, decorata con gusto. Era gente coi soldi, quella lì. Non capivamo proprio perché avessero deciso di mettere una stanza in affitto ma non ce lo siamo chiesti per molto tempo, perché la risposta è arrivata il giorno dopo aver pagato la caparra e firmato il contratto: La coppia era “in crisi” e sperava di animare un po’ l’ambiente con gente nuova. Ora che ci penso suona come trama per un film porno.

Solo che questi due non ci volevano più. Avevamo deciso che era una pessima idea (ma va?!) e che non potevano più accettarci. Dovevamo spostarci da loro in DUE GIORNI. A quel punto, non c’era più tempo per imprecare e mettersi le mani nei capelli (un modo di dire: di capelli ne erano rimasti tre), bisognava ricorrere a misure estreme: la mia amica li chiama spacciandosi per avvocata/proprietaria immobiliare e li minaccia. Dopo varie scuse e discussioni che non vi elenco, si giunge ad un compromesso: noi stiamo li due settimane, giusto il tempo per trovare un’ altra casa (e il valore della caparra già versato!).

In una giornata di febbraio uggiosa e febbricitante (Fra aveva 38 di febbre) ci dirigiamo dall’altra parte di Londra e iniziamo la ricerca tramite agenzia. Ci eravamo detti basta, basta siti, basta annunci. Pagheremo qualcosa in più ma almeno avremo un tetto sopra la testa.
Dopo varie visite, per una buffa coincidenza, due agenzie ci portano a vedere la stessa casa due volte. Casa che secondo Fra “era destino prendere”. Casa che è diventata casa, e lo è stata per due anni.

Per permetterci l’affitto avevamo bisogno di una terza persona, trascinata a Londra dall’Italia tramite una fitta rete di amici di amici interessati a venire a Londra. Non volevamo estranei, nel nostro nuovo nido.

Immagine
Degna di nota: la tv dal culo grosso comprata per £15 il primissimo giorno di permanenza.

Ora, la casa è diventata troppo piccola. Greta, la terza inquilina del nido, ha un moroso e hanno condiviso la sua  stanza singola per circa quattro mesi.
Così  è partita la ricerca che, per l’appunto fino a venerdì scorso, pensavamo fosse conclusa. La casa era perfetta:  i proprietari dei completi imbecilli. Il primo ci dice che gli andiamo bene, la seconda torna dalle vacanze due settimane dopo e decide che NO, non vuole coppie in casa (come dire: la gatta si ma il gatto no perché piscia in giro). 

Devo dire però, che dalla buca di cacca ne siamo usciti più che puliti: abbiamo infatti trovato una casa ancora più bella, ancora più grande e ancora più vicina agli amici.
E la particolarità sta nel balcone, che si affaccia sullo stadio del Leyton. No, non è che vedi lo stadio, sei NELLO stadio! Puoi guardare i tifosi con l’abbonamento annuale e fargli il gesto dell’ombrello.

Immagine
La foto non è comunque all’altezza: e questa era la prima volta che vedevo uno stadio vero.

Cominceremo il trasloco questo venerdì, e il sabato seguente abbiamo già gli amici in casa, o meglio sul balcone, con proprietario a seguito, che dovrà mettersi in testa che ora la casa è occupata e questo auto-invito è un puro e semplice gesto cortese…

ps: siete tutti invitati all’amichevole Tottenham-Arsenal che si giocherà qui quest’estate… FIESTA!

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2 thoughts on “Cercare casa a Londra (sottotitolo: le avventure di due sfigati)

  1. Il mio sogno è abitare a Londra prima o poi, anche se leggendo blog e articoli vari mi rendo conto che sopravviverci è un po’ difficile, considerando i costi dell’affitto… Ma è un sacrificio che farei!
    Interessante soprattutto la parte della truffa, buono a sapersi in modo da evitare fregature 😀

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    1. Anche l’ansia e la sensazione di non avere un tetto sopra la testa sono un’esperienza e soprattutto una crescita… Consiglio a tutti coloro che chiedono, e c’è sempre una via di ritorno se non è come te lo aspetti! 😉

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