Racconti

Fragile

Mi gira la testa. Questa stanza sa di chiuso.

Mi concentro. Dove sono? C’è una strana macchia sul soffitto che mi da particolarmente fastidio. Forse rappresenta lo schifo che provo dentro in questo istante.

Sento il suo respiro su di me, i battiti accelerano.

Ma non è il mio cuore. Il mio cuore è perso da qualche parte in questa città, non ha intenzione di tornare. Volevo dirgli che deve stare tranquillo, adesso, perché non sentirà più dolore.

Sento il suo fiato, sento i suoi baci sul collo, le sue mani esplorano il mio corpo. Si soffermano sul mio seno nudo.

“Continua, ti prego. Isola la mia mente da tutto quello che mi aspetta là fuori. Prenditi tutto ciò che è rimasto qui dentro. Lasciami senza forze”.

La sua mano scivola giù, sempre più giù. La sento, posata sul centro delle mie ormai scarse energie.

Mi sussurra qualcosa. <<Quanto sei bella…>>.

Adesso non sento più nulla. Come se qualcuno mi avesse infilato del cotone nelle orecchie. Ogni suono è attutito da una forza interna che non permette distrazioni. Tutti i miei sensi si stanno concentrando su di TE.

Ora ti vedo. E le immagini di quella mattina si insinuano nella mente, mi lacerano. Chiudo gli occhi.

 

“Eravamo noi, solo noi, in quella stanza, in quella mattinata passata troppo in fretta, reduci da un after romantico.

Quanto sei bella….

Io sopra di te, prendevo le tue mani e le guidavo su di me, ti facevo esplorare il mio corpo, mentre mi muovevo sinuosa, e ti sentivo sveglio, ti sentivo come non mai.

Quanto sei bella….

La fusione dei corpi, il calore che sprigionavano.

Attimi di paradiso. Quando lasciai per brevi secondi questa terra.

E tu lo dicevi, me lo ripetevi…ripetilo, ripetilo…Quanto sei bella…

 

Apro gli occhi. Ho riacquistato le forze.

Lo spingo via da me. Mi guarda sorpreso.

“Non mi guardare. Mi vergogno come una ladra, non mi guardare”.

 You think you know me / you think you know my face

 Ora tocca a me. Prendo le sue mani e agisco proprio come farei con te. Riesco a vedere il tuo volto, nella semioscurità. In questa stanza povera di sentimento, con quella cazzo di macchia sul soffitto che sembra allargarsi mano a mano che vado avanti a uccidere l’integrità che resta in me.

Sono padrona di questo gioco perverso, sono schiava delle mie stesse ombre. Tormento, e mi tormentano. Cosa credo? Voglio dimostrare che sono forte davanti ai suoi occhi indifferenti, che quando avrò lasciato questa stanza lui sarà solamente un foglio di brutta stracciato, gettato e scartato tra le pagine del mio libro.

 But I’m fragile too

 Lasciami fare. Lasciami riscoprire quelle sensazioni, quell’attimo di paradiso sfiorato per pochi secondi. Riesco a vederti, amore mio, riesco a percepirti… mi sento drogata in questo tunnel di trascorsi mentre ora sotto di me c’è un uomo che gode ad avermi. Gli sto dando momenti unici, come farei se ti avessi qui. Ma lo farei meglio, molto meglio. Se fosse te. Ma lui non è TE.

Lasciami sfogare. Voglio lasciare qui tutta la mia rabbia e il mio dolore e il mio piacere e la mia passione, voglio rinchiuderle in  queste quattro mura,e allontanarmi da esse per sempre.

Sto per raggiungere l’apice. Come se fosse con te.

Ma non è con TE.

 

Non posso sporcare il ricordo.

Non per farti un dispetto, non posso…

Ora lui è sotto di me e decide che è giunto il suo momento. Siete cosi prevedibili… mi tolgo di mezzo appena in tempo. Non posso sporcare il ricordo e non voglio sporcare me stessa dell’ essenza di un estraneo. Mi fa pena.

Riutilizzo la stessa fretta impiegata per spogliarmi, e in un attimo sono lucida. Lucida e vestita. La macchia è sempre lassù, minacciosa. Lui non capisce. Ma lui non può capire. Non gli darò mai il permesso di capirmi, di entrarmi dentro, e di vedere che non c’è niente.

 She is as cold as ice.

 Mi precipito giù per le scale.

Merda, ho scordato le sigarette sul comodino. Fumatele tutte, uomo, io non posso più farlo.

Fuori affronto il freddo pungente. Si è alzato un forte vento, nuvole rapide girano intorno ai palazzi e danno un grigiore singolare a questo vicolo morto.  Allora corro.

Corro, corro e sento il vento che sferza sulla mia faccia.

Spero che lavi le tracce di lui, che cancelli i miei tratti sporchi e si porti via il mio viso.

Voglio vagare nelle luci della notte come un fantasma senza volto.

 Yeah, I will be fine/ As the time goes by/ It may hurts at night/ but I will be fine.

Immagine

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