E il tempo scorre... · London's life

Sunny London, Grumpy Me (in genere è il contrario!)

Quando la bella stagione riparte, la mia voglia di fare subisce un inaspettato upturn. Quando andavo a scuola, e quindi libera ogni pomeriggio, questa voglia di fare era perfettamente sfruttabile. Siccome era già metà maggio e io ero bianca come il latte, se avevo da studiare, lo facevo in giardino. Saltavo il pranzo per poter stare al sole nelle ore di picco, che tanto era metà maggio e non avrebbe fatto male. Arrivavo così ai primi di giugno con un colorito decente e una confidenza livello medio-basso nel mettermi in bikini in pubblico. Poi, sfruttavo il resto del pomeriggio facendo TUTTO il possibile immaginabile che mi era di gradimento, alternando attività fisica, sessioni fotografiche, spettacoli musicali, aggiornamenti sul blog di msn, lezioni su qualsiasi cosa disponibile su YouTube. Seguivano doccia veloce, cena flash, spettacoli musicali versione 2.0, questa volta con sorella a seguito che in realtà era venuta in camera per guardare un telefilm, battibecco con la suddetta sorella per decidere cosa guardare, decisione ovviamente difficile data la quantità di serie televisive che seguivamo, letto alle 2 del mattino perché, oltre a vedere altre dieci puntate di altri dieci telefilm, ingaggiavo conversazioni notturne senza fine con l’amico/in realtà non così amico/in realtà mi piaci da morire per vedere se la conversazione portava a qualcosa di buono.
Mi svegliavo alle 7 senza traccia di stanchezza alcuna in quanto giovine, e piena di voglia di fare.

Purtroppo oggi qualcosa è andato storto.

 Mi sono svegliata in preda ai dolori mestruali (lo so, alcuni di voi non volevano saperlo, ma è parte integrante, se non fondamentale, del perché la giornata è andata così.). Così ho chiamato in hotel, e visto che il mio era il turno farfallino e la mia presenza non avrebbe fatto differenza, ho “marinato”.  Il turno farfallino è quando c’è un manager in duty alla mattina, un manager in duty alla sera, e un terzo manager che viene più o meno quando vuole. Il terzo manager non ha molto da controllare e/o fare, specie se siamo a metà settimana e l’hotel non è pieno.
Quindi, dopo aver confermato la mia assenza, mi alzo, apro la finestra e vengo inondata da un sole accecante e da un caldo afoso che, per un secondo, mi stordisce facendomi pensare che sono già in vacanza. Oggi a Londra faceva caldo. Saranno stati 20 gradi al massimo, ma noi piccoli zombie poco abituati ne percepiamo molti di più e la mia condizione fisica ne ha risentito ulteriormente.
 
Determinati i dati, oggi la mia voglia di fare era alle stelle, controbilanciata da un fisico sotterrato. La crisi mentale che mi ha perseguitato per tutta la giornata ha rischiato di farmi implodere.
L’unica cosa che potevo fare senza essere perseguitata dai dolori, era stare seduta. Così, ho ovviato al problema spostandomi  in terrazzo. Avevo comunque del lavoro da fare a casa.
Quella che segue è una scena molto sfigata: mi siedo in terrazzo, apro il portatile e… non vedo un cazzo. Ovviamente. Sono al sole, i computer non sono fatti per stare al sole! Così mi arrabatto cercando una posizione che mi permetta di vedere lo schermo, e la trovo: il pc è puntato direttamente al sole. Ovviamente, dopo pochi minuti i tasti sono incandescenti. Decido quindi di ingegnarmi, per preservare il computer in un posto sicuro, all’ombra. Siccome non ho uno straccio di ombrellone, ne un tavolo fancy da giardino, muovo il tavolino da caffè sul quale giace il mio computer all’ombra, lasciando la parte di tavolino sul quale sono seduta io al sole. Questo atto va ripetuto per altre 3 o 4 volte, dato che il tempo scorre e la terra gira. Risultato: sono leggermente abbronzata in faccia e sulle spalle, e completamente ustionata sulla nuca. Avrete ben chiara nella vostra testa l’immagine dell’abbronzatura sfigata, quella dai mille segni da indumenti di troppo, no? Beh, la foto non la posto, quindi immaginatevela!
Spero che la mia sessione di sole non generi troppi sospetti a lavoro, domani mattina… sono stata male veramente!

Ad ogni modo, la giornata è volata, nella più completa sensazione che io abbia sprecato il tempo facendo niente. Ero così su di giri, che sotto la doccia ho sfregato così forte i capelli che la vista mi è ballata e ho visto 3 Dove DocciaCrema, non uno.

Domani sarà un’altra bellissima giornata e io sarò a lavorare. Mi piace il mio lavoro, e lavorare a Londra ha i suoi pro, quando fuori c’è comunque un tempo di merda e pensi che non avresti nient’altro di meglio da fare. Questa settimana però no, infatti dovrebbero farci stare tutti a casa. Così, per sportività, per alleanza con il bel tempo. Andate e accendete barbecue!
Ho anche comprato una palla da volleyball, ieri. Ho un parco sottocasa nel quale i giochi al pallone non sono proibiti, e un moroso che ogni tanto acconsente di partecipare alle mie svariate proposte su come passare la giornata. Mi manca giocare a volley. Già, infatti è la prima cosa che faccio quando torno in Italia. Atterro, e vado a vedere gli allenamenti della mia vecchia squadra, che poi mi trascina sempre in campo… è bello sapere che quando torno c’è sempre qualcuno che mi fa rivivere la mia vecchia vita.

Si, le sessioni canore con mia sorella e le visioni di telefilm vengono ancora vissute.
No, le interminabili chat notturne non più.
Grazie al cielo.

Immagine
Vecchi pomeriggi, sessioni fotografiche, mi sa che ascoltavo Lady Gaga

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