E il tempo scorre... · London's life

Six days to Summer + Patetico tentativo di vendita

Ciao a tutti, Italiani che vi state rosolando al sole… Vi scrivo dal sofà del mio salotto, inondato da un pallidissimo sole di fine serata inglese. Mia sorella mia manda foto di una fetta di anguria perfetta, e della sua abbronzatura dopo una sessione in piscina. Mia madre si sventola il giornale il faccia mentre mi parla su Skype di come mia nonna scleri sempre di più ora che fa caldo, e mio padre approda a casa da lavoro dicendomi che se il 28 giugno fa così caldo, non accompagna me e mia sorella al concerto dei Muse.

Da una parte li odio, dall’altra sospiro: io ho scelto la mia vita senza estate. Questa sarà la quarta che passerò tra raffiche di vento infernali, piogge repentine e sublimi speranze al risveglio, che oggi ci saranno almeno 20 gradi.

Il problema è che non lo sopporto più. Sono nata d’estate. Sono un segno d’acqua. Sono cresciuta nella città più noiosa della Pianura Padana, che si risveglia solo il primo di giugno. Mio papà mi ha viziata ogni anno mettendo in giardino piscine gonfiabili e organizzando grigliate con gli innumerevoli parenti e cugini, dandoci il permesso di bere sangria tutti i Ferragosto.
Insomma, io AMO l’estate e se potessi, andrei a vivere in un posto in cui puoi indossare shorts e infradito praticamente tutto l’anno. Tipo le Canarie.
Manca davvero poco all’ inizio delle mie vacanze e, nonostante stia tornando nella mia noiosissima città, sono elettrizzata. Voglio passare un po’ di tempo con la mia famiglia. Voglio mangiare otto angurie, una al giorno. Voglio indossare dei vestitini.
Inoltre, quella brevissima settimana di vacanza è piena zeppa di eventi. Primo fra tutti, il mio compleanno. Il 26 giugno faccio ventiquattro anni, e mi sento un po’ strana perché i numeri pari mi hanno sempre spaventata. In realtà ogni mio anno pari è stato un anno abbastanza sfigato, sarà per quello che mi sento strana. Il 28 vado appunto a vedere i Muse allo Stadio Olimpico di Torino (finally!), il 29 ho un matrimonio, il 30 una grigliata, e nelle rimanenti tre sere libere ho innumerevoli cene/visite da organizzare…
Finalmente un po’ di svago, e non il solito lavoro, lavoro, lavorolavorolavoro… sono felice perché non avrò abbastanza tempo per lamentarmi di come la mia città stia scivolando in un baratro di degrado e tristezza, e potrò rimandare queste riflessioni a dicembre, quando il freddo e il buio rendono il tutto even worse.

Comunque, sto cercando di organizzarmi in caso mio padre non possa venire al concerto. Lui è un rocker fichissimo che fino a qualche anno fa andava in giro con bandana e Harley-Davidson. Purtroppo, l’età ha fatto capolino un paio di mesi fa con inaspettate malattie e dice che non ce può fare a stare in mezzo alla ressa da concerto (e te credo). Inoltre, lo spirito da groupie di mia sorella, diciottenne alle prime esperienze, ha deciso per  tutti noi che bisogna andare davanti ai cancelli di prima mattina se si vuole vedere bene il concerto. Per queste varie ragioni mio papà si è tristemente tirato indietro all’ultimo momento.

Ho un biglietto extra che posso rivendere, se qualcuno lo volesse, mi contatti!

Nel frattempo, il sole ha sorprendentemente scaldato l’atmosfera e i miei coinquilini hanno appena acceso il barbecue, quindi, vado ad abbuffarmi di hamburgers.
See ya!

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