Racconti

Il paradigma del cucchiaino

Prendi il momento del dolce al ristorante.

Hai due opzioni: due dolci, due cucchiaini. Due scelte, due direzioni. Oppure un dolce per due. Il mio amore per te era come una terza opzione, un’opzione malata: era come mangiare il mio dolce e mangiare anche il tuo. Tu l’avresti ordinato solo per farmi un favore, per non lasciarmi da sola, ma in realtá non lo avresti mangiato. Sapevi che l’avrei fatto io. Cosí mangiavo per due, e amavo per due. Ero convinta di poterlo fare. Non mi importava, perché pensavo “Tanto appena gli arriva la fetta se la mangia… non puó non volerla…”. Invece tu non la volevi, non la volevi mai. 
Poi succede una cosa strana: succede che l’amore, come lo stomaco, si fa pesante. Ma non per te, che a quella pesantezza sei abituata. Per lui.
Tu ti ritrovi sola e vuota, che é un paradosso se pensi a tutte le torte che ti sei mangiata. 

[….]

E quando sei arrivato tu e ci siamo innamorati davvero, abbiamo ordinato un dolce con due cucchiaini e la vita si é fatta leggera. Per davvero. 

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2 thoughts on “Il paradigma del cucchiaino

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