Ciarlando... · Homesick · London's life · With Love

Saluti di fine anno

Forse é perché sono rientrata a Londra solo ieri, e l’aura festiva del Natale aleggia ancora intorno a me, ma sento una mancanza  strana dell’Italia.
Dico strana perché provo una mistura di amore ed odio verso la cittá in cui sono cresciuta.
A dire la veritá la situazione in cittá non é cambiata affatto e le ragioni che mi hanno spinta ad andarmene sono forse aumentate nel corso degli anni. Se prima mi rodeva il fatto che la city fosse un covo di finti perbenisti e fighetti, ora mi rode di piú che i fighetti ci sono ancora, si, ma che ad aggiungersi al panorama di tristezza urbana siano i negozi chiusi, gli edifici lasciati a marcire, le buche che paiono crateri sulle strade e le erbacce che avanzano imperterrite pure nel centro cittá. Mi sono ritrovata ad odiare l’aspetto del centro storico, con le sue viuzze nascoste che diventano un colabrodo appena cadono due gocce di pioggia, o la via fantasma appena fuori dalla Piazza principale, con la sua ventina di saracinesche abbassate per sempre e piú o meno due bar aperti. Ci manca solo una bella balla di fieno.
Una farsa ingiusta, quella delle boutique con capi di marca aperte dalle nove a mezzogiorno e dalle tre alle sei, con dirimpetto il mega store convenienza aperto dalle sette alle ventitré, gestito dagli immancabili stakanovisti cinesi.
La presenza di un UNICO e SOLO locale notturno, allestito alla cazzo di cane proprio perché é l’UNICO e SOLO locale notturno. Musica discutibile, con quella roba house che fa vomitare tanto quanto il drink servito al bancone da non-barman non-professionisti, ma che a fartelo pagare otto euro son molto bravi! (Piccolo appunto: quando torno a casa io sono IN VACANZA, e tale vorrei che la mia permanenza fosse. Per questo i miei genitori sanno che il venerdí, il sabato e la domenica io, in casa, sono irrintracciabile.) Come ha giustamente osservato un’amica, se il nostro pre-club bar preferito rimanesse aperto fino alle quattro non avremmo ragione di muoverci.

Quindi, cosa mi manca davvero? Penso che la cittá sia solo una cornice, e che siano le persone amiche e le abitudini che mi piace riscoprire ogni volta che torno a casa. Mi piace tornare a casa e respirarne l’aria, inconfondibile, che sa di calore e di ricordi, assaggiare la pasta della mamma per decidere se é al dente oppure no, e rintanarmi in camera mia, scorrere le dita tra i vecchi libri, i vecchi diari e gli appunti di scuola, rileggere le frasi, i testi delle canzone, le dediche. Guardare le foto. Aprire il mio armadio e guardare i vestiti delle missioni del venerdi sera. Colpire, divertirsi, essere giovani. Il bello é che non darei ai ricordi tutta questa importanza se ne avessi facile accesso. Per questo é una sorta di rito, ogni volta che torno. E per l’appunto, torno ad essere diciottenne, ignorando le mail che arrivano da lavoro, volendo riscrivere il mio futuro e dare piú spazio ai sogni. La mia mente si plasma con quei luoghi e inizio a sentirne la mancanza, decido di non voler piú crescere. Rincretinisco.
Poi, con gradualitá, qualcuno o qualcosa mi riporta alla realtá; puó essere lo zio che mi dice “di stare dove sono che sto meglio”, o incontrare amici di Londra a casa anche loro per le vacanze. E pensare che li vedo tutti i giorni, in un altro luogo, in un altro ambito. Puó essere quel cazzo di telegiornale, o le voci italiane in tv. Il modo in cui all’inizio guido la macchina, un po’ impacciata, un po’ sul chi va lá.
Il piú delle volte é la mia migliore amica che mi risveglia bruscamente: “Ste! Guarda che le cose sono cambiate!” Giá, son cambiate. Sono cambiata.

E con loro, le cose nuove, arrivano nuove abitudini.

L’allenamento di pallavolo con seguente cena di squadra. Le braccia livide dalle pallonate, le mani gonfie, commuovermi perché so ancora giocare, perché AMO i miei compagni.
La sera della Vigilia diventa l’occasione in cui vedi TUTTE le persone che vuoi vedere, perché come da manuale, tutti festeggiano la mezzanotte di Natale in piazza. E poi lungo la via del mercato coperto, dove c’ é il nostro bar e altri tre o quattro affiancati. Io arrivo alla Vigilia che sono un tripudio di gioia, perché non vedo gli amici tutti i venerdi, li vedo una, due volte all’anno, piu tutti i conoscenti, ex compagni di scuola, addirittura gli ex, che tanto é la Vigilia di Natale e li odi un po’ meno…
La cena di Natale dai suoceri. I giochi di societá dopocena. Parlare di matrimoni e figli, piuttosto che di serate e di gossip. Leggere i libri nuovi sul divano reclinabile di papá, con la copertina e la sorellina addosso. Vedere lei, ed essere felici insieme.

Ecco, penso che sia giunto il momento di capire di quale realtá vorrei essere circondata.

E con la scusa che oggi é il 31 dicembre, e in ufficio tutti si sentono cosí simpaticoni da dire “See you next year!”  posso stilare la mia “New year’s resolutions list” toccando cosi l’apice della lista delle piú inutili perdite di tempo che ho intrapreso quest’anno.

–  Chi sono? Dove vado? Sará meglio andarci col gpl?

–  Iniziare un corso (serio) di fotografia;

–  Vedere 1000 film (sono giá a quota 800, yey!);

–  Capire al volo quale sia la tua destra e la mia sinistra;

–  Uccidere Flo-rida, o assumere qualcuno che lo faccia per me;

–  Visitare quel centinaio di luoghi di Londra che ho snobbato per ben 4 anni prima che sia troppo tardi;

–  Finire di leggere il Signore degli Anelli (“continua a leggerlo che poi ti prende!”);

–  Disertare meno agli appuntamenti su Skype con mamma e papa;

–  Perdere quei maledettissimi cinque in piú.

*~*~*~*~*~*~*~*~*~*~*~*

 Inutili perdite di tempo di quest’anno:

–  Pensare a una lista di perdite di tempo di quest’anno;

–  Tutte le sessioni sofa al dispetto delle sessioni in palestra;

–  Le litigate con il moroso, tanto son sempre uguali e sempre per gli stessi motivi;

–  Insegnare al mio ex co-manager come essere un bravo manager;

–  Aver installato 30GB di The Sims 3 All expansion su un portatile vecchio di 4 anni, averci giocato quei dieci minuti per far si che il pc rallentasse ulteriormente;

–  “Spartacus” e “Revolution”

Un anno fa peró aprivo questo blog, e questa é una cosa molto figa.

Buon anno a tutti, diffidate dalle malelingue, amatevi unconditionally.
Stefy.

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4 thoughts on “Saluti di fine anno

  1. Maledetti fighetti davanti ai negozi chiusi, comunque ce ne son tanti anche a Londra. 🙂
    A me piace tantissimo quando dico ai miei amici “gira qui a destra”, e loro girano inconsapevolmente a sinistra… che poi era lo stesso lato che intendevo inizialmente. 🙂

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  2. Che bella le descrizione della città, di casa. Che sarà pure solo una cornice fatta di ricordi e profumi e persone, ma è pur sempre indissolubilmente legata ad un luogo, anche se questo luogo ahimè cambia. Buon anno!

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