Bella Gente · Ciarlando... · Recensioni balenghe

B-Splatter-American-High School Movies are EVIL.

Avete presente quella delusione che vi pervade quando guardate un film che, inizialmente vi era piaciuto, ma che poi riguardandolo scoprite che era un’ assurditá? E vi date degli idioti per aver anche sponsorizzato il film ad amici/parenti/vicini di casa e capito perché successivamente vi hanno tolto il saluto e/o maledetto i vostri gusti in fatto di… tutto?
Ultimamente mi succede spesso, probabilmente perché sto diventando grande (pff…) e le mie preferenze cambiano senza che me ne accorga. Insomma, ho pure imparato a mangiare le verdure. Qualche segnale c’era!
Mi sto scoprendo sempre piú intollerante alle commedie. E ai film che hanno come protagonisti i liceali. I liceali americani poi sono il binomio velenoso perfetto. 

Ieri sera ero appollaiata sul divano, intenta a morire, quando su E4 danno “Final Destination 3”.
Ecco, ho sempre gradito la serie dei Final Destination. É anche vero che mi sono fermata al terzo perché poi, tra le varie scelte di pellicola, c’era sempre qualcosa piú carino da vedere.
Essendo un film che avevo giá visto e che quindi non richiedeva grande concentrazione, ricordando il genere splatter e la fantasia con le quali le morti dei protagonisti vengono attuati, l’ho riguardato.

Quindi mi sono ricordata del vero perché ho smesso di guardare i Final Destination: Se i primi due film erano nel complesso gustabili, questo terzo capitolo ci regala un’ unica gioia. La morte certa dei cani dei protagonisti.

Cosí oggi ho deciso di scrivere un’altra recensione balenga.

TRAMA
Ricordiamoci del binomio velenoso perfetto: liceali americani.
Nei film di tutto rispetto, tra i vari e formidabili canoni di questi simpaticoni oltreoceano, non mancano mai:

– I quarterback (I’m not as stupid as you think Baby…!)
– I secchioni (We cannot have fun everytime, there are far more important things than partying!)
– Le pupattole ignorant a.k.a le cheerleader (Yeah, you know, it’s like… totally cool!)
– I nigga di quartiere (Hey yo dawg, control your bitch, will ya?!)
– Gli isolati sociali/emo (I sincerely loathe this educational institution.)
 – I malati di sesso (Show me your booooooobs!!!)
 Check.

Questo gruppo di persone cosi ben amalgamato si ritrova a un luna park da 4 soldi a festeggiare chissá quale evento scolastico. La protagonista, Wendy,un po’ secchia un po’ verginella, pur odiando tutti i sopracitati personaggi, scatta foto ricordo a manetta a tutti loro (ma quando mai?!).
Improvvisamente in Wendy si instaura una paura irrazionale per il luna park. Chi non ha mai visto la serie FD potrebbe pensare che Wendy sia in realtá sotto una sorta di acidi potenti…il fidanzato e la coppia di amici la convincono a salire sulle montagne russe, e per una serie di litigate su chi ce l’ha piú lungo, il moroso dell’amica finisce con lo stare in fondo al trenino con lei.
Durante l’attesa, Wendy vede come si svilupperá l’incidente che li ammazzerá tutti. Bear in mind, fra le cause del deragliamento c’era la telecamera del pervertito incastrata tra i binari.
Quando lei da di matto e decide di scendere, fra i passeggeri che la seguono scende anche il pervertito. INDI PER CUI l’incidente non dovrebbe avvenire secondo le dinamiche che lei ha previsto. Ma purtroppo il film non finisce, e l’incidente avviene comunque, provocando fra le altre, la morte del suo pucci in prima fila e dell’amica.

– Trama che inciampa nella prima falla dopo dieci minuti. Check.

Wendy sente ancora la scia della sfiga dietro di sé, e mentre la sorella le sclera dietro per un braccialetto insulso, lei si sfoga dicendole che ha bisogno di capire certe cose. Cosí, carica sul pc le foto della serata al Luna Park e nel frattempo pensa: “Cazzo, faccio proprio delle foto di merda! Menomale che ho preso una compatta e non una reflex come tutti quei poser sfigati della mia scuola”. Si, perché tutte le foto sono o sfocate o sovraesposte, ma in qualche modo questo le fa capire che dietro alla sua incompetenza c’é anche un terribile mistero: le foto danno indizi su come i suoi compagni moriranno.
Cosi si sente in dovere di chiamare tutta sta gente che le sta sulle palle per avvertirle della loro morte imminente,in primis alle pupattole bionde, che nel frattempo si stanno facendo una lampada sul Sole. Si perché le geniette, che son di casa al solarium, pensano bene di chiudersi a chiave dentro al negozio e di aumentare la temperatura della stanzina, ignorando il fatto che stanno per entrare in un lettino solare. Per straordinarie leggi della fisica, le poverette si fanno arrosto. 

A quanto pare gli studenti della scuola sono tutti orfani, dato che ai funerali si presentano solo i ragazzi della scuola. Ma va beh.

Il secondo protagonista scampato alla traggggedia realizza che altri psychos, in passato, hanno avuto delle visioni riguardanti morti verificatesi successivamente, e collega il tutto a un numero: 180. Lei lo manda a cagare, dicendogli che nemmeno si piacciono, loro due.

– Rinsavito di turno che cerca di spiegare a tutti la veritá e viene snobbato alla grande. Check.

Poi peró lei si rende conto che ha ragione e allora iniziano un’allegra scampagnata per i boschi “puntando i diti” contro gli studenti sopravvissuti e scaricando loro addosso montagna di sfiga.
Il pervertito muore. Il nigga muore, snobbando la Morte mentre si allena in palestra sotto a due sciabole traballanti. “Io sfuggo sempre alla morte! Lo vedi?!” (certo…)

– Il personaggio di colore che muore sempre. Check.

Gli strambi sociali si bevono ogni parola dei due portasfiga e ne discutono tranquillamente in maniera filosofica mentre sono di turno a una specie di Self-Service, pieno zeppo di attrezzi mortali e senza un minimo di preoccupazione sul fatto che loro sono, in effetti, i prossimi a morire. La ragazza finirá stecchita grazie a una sparachiodi con il motore truccato e il ragazzo riverserá il suo odio verso la protagonista, ignorante del fatto che se avesse usato il muletto in maniera normale e non come se stesse facendo un rally tra le corsie, non avrebbe creato tutto il trambusto che ha provocato la morte della sua amica stramba. Ma va beh. Tanto muore anche lui.

Per qualche botta di culo i due protagonisti e la sorella di lei riescono a salvarsi, ma cinque mesi dopo Wendy, mentre viaggia sulla metropolitana, ha di nuovo quella terribile visione e vede come lei, la sorella e il secondo protagonista schiatteranno.
DONNA! Se quando si aprono le porte della metro e la gente che sale non ti fa scendere, pigliala a calci! Gomiti in fuori e passo pesante! Posso insegnarti qualche cosetta in proposito qui.
E qui gli amanti della battuta-spolier “Tanto alla fine muoiono tutti!” avranno pane per i loro denti.
Ma in fondo, se lo sono meritati tutti.  

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