Bella Gente · London's life

Un double-decker di incontri e scontri

Ma voi, nelle vostre cittá, lo prendete mai il bus? 

Posso capire che non ha l’importanza vitale che invece ha qui a Londra. Mentre se nella vostra cittá lo potete tranquillamente ignorare ricorrendo ad altri mezzi quali biciclette, motorini, macchine o jet provati, se vivete a Londra prima o poi dovrete fare i conti con questo mezzo che amerete e odierete allo stesso tempo. 
Ho dovuto fare i conti con i bus diverse volte nel corso degli anni, a seconda dei lavori e dei trasferimenti che ottenevo. Quando viaggiavo sui bus, mi mancava la Tube, e viceversa. Ora che sono nel mio periodo “Tubiano”, mi sento un po’ persa.
Sul bus finisci con il sentirti a casa, dopo un po’. Peró non a casa da sola, con la copertina sulle gambe intenta a leggere. No. Sei a casa durante il cenone familiare, nel bel mezzo della caciara, della confusione. Hai presente no? C’ é lo zio ubriaco, la neomamma, la nonna a cui copri le cartelle della Tombola tu sennó hai voglia, il cuginetto con la PSP che mette i piedi sul divano… e poi ci sei TU, con l’ovatta nelle orecchie.
Ecco, sul bus trovi lo stesso tipo di personaggi e la stessa caciara, che siano le sei del mattino o le nove di sera. Solo che il livello di pazienza scende precipitosamente, dato che non sono parenti tuoi.
Va beh, se sei sul W11 da Notting Hill a Hyde park, allora scusa se ti ferisco nell’animo.
Ma se sei sui bus di periferia, tipo 158 Walthamstow – Chingford Mount… o l’innominabile 75 Lewisham – Croydon, devi fare un bel respiro e gettarti nella mischia.
Non c’ é storia.
In un viaggio di periferia troverai, OGNI VOLTA, almeno uno dei seguenti soggetti:

LA TEEN MOM: Indossa la tuta perché non c’ha lo sbatti (o i leggings perché crede le stiano bene), si é a malapena acconciata i capelli con uno di quei mollettoni gialli che usa la parrucchiera. Ha un passeggino che é un 4×4, il bimbo dentro mangia patatine Walkers, che fanno cosi bene al suo sviluppo! Ha borse di shopping di vario genere (Primark in primis) attaccate al passeggino, non vede che suo figlio si sta pericolosamente ribaltando all’indietro a causa di tutto quel peso perché é troppo impegnata a ciarlare al telefono con qualche sua amica di scuola.

LA VECCHIA COL CARRELLINO DELLA SPESA: In voga anche su tutti i tram e bus dei rioni italiani, é il MUST di ogni stagione. Attacca bottone con tutte le altre donne anziane presenti, in mancanza parla da sola. Prega che tu non debba scendere alla sua stessa fermata perché arriverai tardi, dovunque tu voglia andare. Penserá bene di piazzare il carrellino in posti molesti al transito.

IL PENSIONATO FANNULLONE: In Italia ha la coppola, qui a volteindossa la divisa rispolverata, quella che la army gli ha dato in onore dei cinquant’anni di pace. Ha il sedile prenotato vicino al conducente e ti guarda male, malissimo se ti sei seduta in uno dei posti riservati alle donne incinte e agli anzani. Anche se tutto il bus é vuoto.
A pensarci bene guarda tutti male malissimo.

IL BAMBINO “ANIMA IN PENA”:  Di etá variabile, dá del filo da torciere a tutti i presenti. Non sta seduto manco legato, scalcia, si scaccola, tocca. Tocca tutto. La madre non lo calcola perché in casa ha adottato la regola del lasciarlo piangere che tanto poi si stufa. Si, ma qui sei su un bus gremito di persone e un ceffone gli farebbe piú che bene… Ti guarda, tu gli sorridi, un pensiero fugace ti attraversa la mente:  ovarie si, ovarie no? Poi ci ripensi e ti riprometti che tuo figlio non sará mai come questo mostro.

IL GANGSTER: Quando entra, fa capire a tutti che é un gangster dalla tipica camminata zoppicante. I pantaloni sono appena piú su delle calze. Si siede in fondo. Dietro. Come quando si andava in gita e si combatteva per il posto tavolino… ascolta la musica senza auricolari, perché crede di fare un favore all’umanitá propinandoci il suo rap di classe. Tu sbuffi, sbuffi piú forte, sei come il Lupo de “I Tre Porcellini”! Ma lui non ci arriva… e come puó…

LA TEPPISTA: Tra i 12 e i 16 anni. Mio padre la chiama “Etá della stupidera”. Mi ricordo ancora quando venne a trovarmi e sul bus del ritorno ne trovammo ben quattro. La teppistella gira sempre con almeno un’amica scema quanto lei, ma in genere riesci ad individuare il capetto. Hanno l’ombelico di fuori anche a gennaio e se non lecca un chupa-chupa ha in mano una scatola di patatine fritte che seminano un puzzo insopportabile. Si siedono in fondo al bus, al piano di sopra, alle due estremitá. E parlano urlando. Ridono, ascoltano musica, “cantano”. Parlano di ragazzi, di messaggiate e di porcate varie che hanno fatto. Immaginate la faccia scandalizzata di vostro padre che pensa “Ma anche lei era cosi a 12 anni?!” e il crescente imbarazzo vostro mentre pensate di chiedere a vostro padre che cos’é la sega di cui tanto parlano quelle ragazzine in fondo al bus. Cosi, tanto per farlo stare tranquillo.

IL/LA CANTANTE: Si isola dal resto della comitiva grazie all’ausilio dei suoi auricolari. Il cantante reinterpreta nella sua testa ogni video musicale e non si limita a mugugnare il testo, o a muovere la testa a tempo di musica. Usa il labiale spinto, come Britney Spears in “Hit me baby one more time” (My LLLoneLLLLyness, is kiLLLLing me…), scandisce bene ogni parola, é chiaramente in un mondo tutto suo.

Spero vivacemente che voi rientrate in quest’ ultima categoria e che non mi lasciate da sola a fare la pazza…
Fatemi sapere quali soggetti incontrate nei vostri viaggi quotidiani, e a presto, con un’altra sfiancante classifica di gente stramba! 

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11 thoughts on “Un double-decker di incontri e scontri

  1. Io odio gli autobus ovunque. In italia per fortuna non ho bisogno di prenderli… qui cerco di isolarmi canticchiando.

    E comunque Primark è una potenza, ci ho comprato la polo da tagliuzzare per fare peter pan a 2 pound e mezzo, e coi ritagli mi c’è entrato anche il cappellino!.

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  2. Certo che prendo il bus! 😀
    Sui miei c’è fisso il vecchio che si lamenta ad alta voce della condizione politica e sociale e cerca di coinvolgere, istigandole, altre persone a dire la loro. Ci riesce sempre.
    E poi c’è il tizio che canta canzoni inventate da lui, o meglio con il testo riadattato in modo che parlino della sua vita.
    Mi diverto un sacco (quando sono in vena)!

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    1. Il tizio che canta canzoni secondo me lo fa per farsi scoprire da un talent scout che proprio quel giorni decide di prendere il bus… a Hollywood senti un sacco di storie del genere, perché non puó succedere anche a lui? 😀

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  3. Spesso mi domando: ma mentre canto in macchina da sola, gli altri automobilisti costa penseranno?
    La risposta che spero: stará parlando al telefono con qualcuno.

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