Ciarlando... · Recensioni balenghe

Lupi e zombies

Ieri sera ho finalmente visto “The Wolf of Wall Street”.

Ho sempre ritenuto le relazioni attore – regista molto riuscite dal punto di vista professionale e molto romantiche dal punto di vista relazionale. Tarantino che fa di Uma Thurman la sua musa, o Tim Burton che sceglie Johnny Depp come il suo “muso”. In genere la formula é efficace. In questo caso la coppia del cinema Scorsese – DiCaprio non smentisce e mi regala tre ore di pura gioia.
Leo é sempre stato uno dei miei attori preferiti ed essendo cresciuta negli anni ’90,  tra gli otto e dieci anni ho trascorso un pomeriggio si e l’altro pure a guardare Titanic in VHS sognando di naufragare insieme a lui piú e piú volte. Cliché
Pur dando prova della sua bravura in ogni pellicola, ci sono dei film con Di Caprio che non mi sono piaciuti, e io i suoi film li ho visti TUTTI, pure quello in cui é l’amante focoso di David Thewlis (altri non é che il Professor Lupin!), e sono rimasta un bel po’ delusa da Gatsby, per esempio.
MA dopo aver visto Wolfie, non posso dire proprio nulla. Non c’é nulla che non vada. Leo rende Jordan Belfort odioso al punto giusto e fa sembrare la recitazione una passeggiata.
Insomma, zozzoni, glielo date questo Oscar o no?!

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Ho particolarmente apprezzato anche Jonah Hill, nei panni di Donnie, il suo braccio destro. La scena con i due che prendono i qualuudes invecchiati  sembra un omaggio a “Paura e delirio a Las Vegas” ed é assurdamente divertente, ma ho trovato ancora piú esilarante la scena in cui Donnie ha la folgorazione su Steve Madden e le scarpe da donna, e Jordan lo prende ripetutamente in giro per la sua parlata, resa sbiascicata a causa dei ludes. Il tutto é girato con una disinvoltura ed una naturalezza che mi ha fatto pensare “Sono davvero strafatti!”.
L’avete riconosciuto subito Jean Dujardin (The Artist), vero?!
Che gran pezzo di uomo. Sará perché ho una cotta folle per il Gene Kelly dei tempi che furono (Singing’ in the rain) e lui gli assomiglia un sacco?
Mentre voi amanti dei walkers, avrete sicuramente notato Jon Berthnal a.k.a Shane, nei panni del tamarrissimo Brad.
P.s – l’accento del Queens é awesome. 

Parlando di The Walking Dead, ho finalmente guardato la puntata di lunedi, sono riuscita a vederla nonostante la mia disavventura tecnologica.
Non ho temuto per la morte di Rick, né per la sua trasformazione, (anche perché tagliar via il protagonista a metá stagione sarebbe una genialata), ma é stato bello vedere padre e figlio ricongiungersi in questa circostanza. Carl si é sfogato, ha buttato fuori tutta la rabbia che covava da giorni, mesi, da quando la mamma se n’ é andata, ma lo ha fatto mentre suo padre era incosciente su un divano, apparentemente morto. Ha giocato a fare il badass, fino a che si é reso conto che in realtá non riuscirebbe fare a meno di suo padre, della famiglia che gli é rimasta. E ha capito che mostrarsi grato e bisognoso di suo padre non significa per forza essere ancora un bambino.
Michonne é ancora molto ambigua, e il suo passato ancora molto oscuro: finalmente capiamo chi erano gli zombie che all’inizio della terza stagione si portava appresso, capiamo perché non volesse mai prendere tra le braccia Judith e ad atto compiuto piange lacrime amare e nostalgiche. Capiamo che é cambiata, perché non riesce piú a condurre una vita in solitaria.
E difatti trova compagnia, e non potremmo esserne piú felici.
Spero che la combriccola si ritrovi presto, perché ho la sensazione che questi episodi mono-tematici ci condurranno alla fine della stagione senza che non succeda una beneamata sega, fino all’ultima puntata in cui BOOM! POW! ARGH!, cliffhanger e fine della stagione.
E poi scusam ma mi’ ad volevi veder’ el Daryl.



 

 

 

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9 thoughts on “Lupi e zombies

  1. 1) Sul lupo della strada muro, non mi é piaciuta la regia. Secondo me Leonardo ce la fa a vincere il miglior attore quest’anno, ma Scorsese non vince la regia. Troppo dinamica.
    2) Madonna finalmente qualcuno con cui parlare della nuova puntata! Sinceramente gridavo un vaffanculo a quella minchia di Carl ogni cinque minuti. A un certo punto facevo pure tifo per gli zombie. Cosí ti impari a non rispettare tuo padre, mortacci tua! 😀

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    1. Mmh, penso che l’idea di Scorsese sia stata proprio questa, trasportarti nel mondo di Belfort, un mondo frenetico, dinamico, over the top, da lasciarti disorientato…. Percepisci una strana adrenalina durante tutto il film, e secondo me è giusto così, altrimenti non avrebbe avuto senso!
      Ommmniodddio Carl, a parte che mi hanno un po’ rotto le scene camminata all’indietro-inciampo-zombie addosso, Carl ha evidenti problemi motori! 😀

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      1. Carl, con la scusa dell’apocalisse Zombie, non ha avuto una buona educazione “mazza e panella”. Se mi fossi permesso io di camminare di fronte a mio padre ferito ignorandone le condizioni, sarebbero volati gli sganassoni! 😀

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  2. “Carl ha giocato a fare il badass, finché non si è reso conto di essere sempre una pippa”. Te lo giuro gli gridavo dietro incazzata ogni 5 minuti, l’avrei preso a sberle e gli avrei voluto dire “stai rubando del tempo prezioso ai miei personaggi preferiti”. Per fortuna ho rivisto Michonne, parecchio ma parecchio psicologicamente disturbata, ma mi piace proprio anche per questo e sicuramente adesso mi fornisce un motivo per non alzarmi a bere quando c’è Carl sullo schermo. Che dire, la mancanza di Daryl l’ho sentita proprio assai, ma io sono di parte e non vale. Però, bella puntata. A martedì! 😉

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    1. Mi piace lo stile di Lurhmann, ero molto emozionata quando ho iniziato a vedere il film, anche perché adoro vedere film ambientati negli anni ’20 ma Tobey MacGuire non mi piace particolarmente e nonostante il suo personaggio non brilli di spirito d’iniziativa e si lasci trascinare da Gatsby, il modo in cui MacGuire ha inscenato Nick Carraway non mi é piaciuto. Troppo stralunato, troppo ameba.
      Leo é Leo, niente da dire, ma credo di preferire The Wolf of Wall Street perché sono riuscita ad apprezzare la bravura di tutti gli altri attori, dal primo all’ultimo; Jonah Hill ovviamente, ma anche Matthew MacConaghuey, che in genere non mi fa impazzire. Non sono stati “oscurati” da Di Caprio, diciamo.
      L’altro mio Leo preferito é quello di “The Beach” comunque. 🙂

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      1. Jonah Hill é perfetto per fare da spalla all’ attore protagonista, me n’ ero accorto già quando aveva fatto “L’ arte di vincere” (altro film splendido). Che vinca o meno l’ Oscar, ha davanti a sé una brillante carriera come caratterista. Grazie per la risposta! : )

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