Bella Gente · Lightbulb moments · With Love

Perché sono una tipa da standing.

Ho deciso di acquistare i biglietti del concerto dei Within Temptation nella seating area, perché tempistiche e impegni vari non mi avrebbero permesso di essere a Wembley TRENTORDICI ore prima del concerto per fare la fila nella standing area. Io sono una ride or die in queste cose, non vado ad un concerto senza avere la certezza che mi ritroveró almeno in terza fila. Indi per cui, al momento dell’acquisto mi sono chiesta: arrivo alle 20 per beccarmi l’esclusiva visuale di un metallaro alto due metri o mi siedo cosi riesco a vedere il palco? Mi siedo, senza dubbio. Ho avuto un culo enorme a racimolare due biglietti, in quanto lo show era previsto per il mese scorso ma a causa degli scontri in Ucraina, hanno rimescolato alcune date e alcuni biglietti sono stati riesumati. Vorrei dire grazie Russia, ma mi sembra un tantino sbagliato.
Comunque.
Ascoltare uno dei tuoi gruppi preferiti in un’area dello stadio dove non canta nessuno é strano. E fin li, dico, magari uno vuole gustarsi bene l’audio e la voce e gli assoli eccetera. Ma pensavo che almeno ci si potesse alzare… invece no. Per educazione sono rimasta seduta anche io, anche se i miei micro-headbanging e i movimenti convulsi sulla sedia avranno dato parecchio filo da torcere ai compari dietro di me. Non puoi stare fermo ad un concerto, cazzo.

Ecco perché sono una tipa da standing: non avrei mai detto che mi sarebbero mancate le ore prima dello show.
L’attesa nelle file a zig-zag con gli occhi gonfi di qualcuno che ha appena finito di fare colazione; le amicizie improvvisate con quelli in fila davanti a te; il sodalizio di gruppo quando un idiota tenta di superare la fila, l’improvvisa generositá nel condividere una bottiglia d’acqua; i discorsi su quali canzoni suoneranno e su quali si spera di sentire; i cancelli che si aprono, e la cerchia che si stringe; la corsa verso il palco, alla ricerca del posto migliore (operazione che puntualmente viene interrotta dallo staff che con un perentorio “DO NOT RUN!” ti fa venire voglia di correre piú veloce, per paura di un’accoppata…); il gruppo spalla ignorato a causa del mal di gambe o della borsa a tracolla che ti pesa…

E poi.. e poi… le luci che si abbassano di nuovo, il fiume di macchine fotografiche che si solleva… il fumo, le grida, gli applausi… e all’intro, dimentichi fame, sete o mal di piedi. Dimentichi lo stronzo dietro di te che continua a spingerti i gomiti sulla schiena, o il lavoro lento della grata che ti sta dividendo il petto in due. Non vedi le inutili macchine fotografiche e non senti piú nemmeno la puzza d’ascella del vicino. Li, ti importa solo della musica, dei tuoi idoli vaffanculo hai pagato per essere qui.

Ora goditi il concerto: salta insieme alla folla, batti le mani a ritmo, canta parola per parola con il tuo amico, abbraccialo e piangi se ne senti il bisogno. Esiste una bellissima espressione francese, “chantepleure” che significa “cantare e piangere allo stesso tempo”. Ecco, diventa un “chantepleure”, io in genere ci impiego venti secondi dall’ingresso della band. Arricchisci queste due ore di show con i mille aneddoti che ti possono capitare dieci, dodici ore prima dell’inizio. Quindi, se puoi, scegli sempre la STANDING AREA.  

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6 thoughts on “Perché sono una tipa da standing.

  1. “Dimentichi fame, sete o mal di piedi…” e anche il fatto che ti scappa la pipì 😀
    Solitamente non bevo quasi niente per evitare il problema, cosa che però ha i suoi svantaggi (canto, grido, ballo, salto, sudo così tanto che è un miracolo che io non sia mai svenuta. Per ora).
    Comunque anche io standing area sempre e per sempre. Anche se ultimamente ho smesso di arrivare ai concerti ore prima, tanto finivo sempre per avere un posto merdoso comunque. Arrivo presto soltanto nei locali perché conquistare la prima fila è più facile, ma nei posti abnormi non più oramai…

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  2. Eh si, la pipi é un problema non indifferente! Ma in genere cerco di espellere tutti i liquidi quando sono ancora in fila 😀 per questo instauro amicizie improvvisate, quando fai 10 ore di fila in una gelida giornata di novembre e ti allontani perché o bevi qualcosa di caldo o muori assiderata, non puoi contare solo sulle tue forze!!

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  3. Confermo: prenderò i biglietti sugli spalti/gradinata quando l’età non mi consentirà più di stare in piedi! A dire il vero non sapevo non ci si potesse alzare sulle gradinate, dev’essere una lotta contro te stessa: una parte di te vuole saltare e l’altra le dice ci sedersi. Che faticata! 🙂
    Dai, è stata una debolezza, alla prossima sai cosa prendere!

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    1. Lascia stare, ero sbalordita. Forse in Italia ci alziamo perché siamo dei rebels?! Insomma, a volte vedo le foto degli amici nelle arene o San Siro, sono tutti in piedi…!
      Si, é stato davvero un erroraccio, ma s’impara sempre qualcosa!

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