Ciarlando... · Recensioni balenghe

A female point of view, senza che mi spieghiate il fuorigioco.

Questo non é uno degli innumerevoli post sul Mondiale e le sue partite.
O meglio, lo é, ma dal punto di vista di una donna irriverente.
Volemosebbene.

Sono cresciuta in una tradizionale famiglia italiana e come tale sono diventata tifosa del calcio italiano according to quello che tifava mio papá. Io ero una “femmina”, chiedevo le Barbie a Natale e guardavo Mila e Shiro, non avevo tempo di scegliermi la squadra del cuore; mi trovai piuttosto a mio agio scoprendo che mio padre era juventino, mi ricordo che era una squadra forte, detentrice del piú alto numero di scudetti. Avevamo un telo da mare giallo con sui il simbolo de “La Signora”, e quando papá compiva gli anni io gli regalavo sempre qualcosa a tema calcistico. Ancora oggi lui beve il caffé nella tazza della Juve che gli regalai io 15 anni fa. (Awww…)

Durante il pre-post scuola giocavo sempre a biliardino e i miei compagni dicevano che “per essere una FEMMINA giocavo piuttosto bene”. Un anno chiesi l’album delle figurire Panini perché a)era sempre piú grande degli album delle figurine normali, b)iniziavo a scoprire le subdole tecniche di seduzione, c) non potevo attaccare alla porta della cameretta tutte le doppie che mi rifilavano i compagni., d)  mi ero innamorata di Fabio Cannavaro e volevo scoprire quali altre meraviglie si nascondevano ai miei occhi. (Comunque sono tuttora innamorata di Fabio Cannavaro).

Delle domeniche pomeriggio mi ricordo: il pranzo di famiglia obbligatorio a casa dei nonni; le polpette della nonna e le sberle che mi tirava sulle mani quando infilavo le mani nell’impasto di carne; la Coca-Cola; il caffé allungato con l’acqua “perché sennó per me era troppo forte”; mia zia che sbavava davanti alla TV per i servizi del TG su Roberto Baggio; la telecronaca su Antenna 3; il collage di telecronisti che guardavano le partite e urlavano come pazzi.
Chiedevo sempre a papá perché non guardavamo la partita ma solo uomini che a loro volta guardavano la partita. Mi diceva che non avevamo TelePiú e che per vedere le partite dovevamo pagare.

Ma non durante i Mondiali.
Durante questi magici mesi le partite erano tutte in TV e non erano partite comuni, ma erano l’assemblamento di tutti i giocatori piú forti delle nazioni.

E poi 'sto guaglione era estasi per gli occhi.
E poi ‘sto guaglione era estasi per gli occhi.

In qualche modo i Mondiali ti coinvolgono, e io l’atmosfera diversa riesco a sentirla. Converrete tutti con me che l’estate del 2006 é stata emozionante. Ok, forse non per tutti, ma permettetemi di dire che se non vi siete goduti la notte della vittoria avete perso una delle preziose occasioni per fare festa come se non ci fosse un domani. Quella sera alla gente non é importata un emerita sega dei problemi e dei fastidi quotidiani.  Feci le 5 della mattina per la prima volta in tutta la mia vita e scampai a un cazziatone abnorme da parte dei miei, che quasi certamente mi avrebbero segregata in casa per il resto dell’estate.
Mi bastó dire “Eddai, mamma, abbiamo vinto…!” per corromperla la sua versione dei fatti da dire a papá la mattina dopo.
Il Mondiale salvó la mia estate di scorribande con il primo amore della mia vita. Scusa se é poco.

Durante gli anni di liceo nelle palestre della mia cittá e limitrofe seguivo spesso la mia compagnia di amici impegnata in tutti i tornei di calcio a 5 che i loro fisici e i loro impegni potessero sopportare.
In media giocavano tre volte a settimana, io giocavo a pallavolo due volte a settimana + una occasionale partita di torneo il sabato pomeriggio.
In media, ero partecipe alle pizzate post-partita 5 volte a settimana, nelle quali si stilavano le classifiche di performance e si recuperavano le calorie perse. Inutile dire che io non solo le recuperavo, ma ne aggiungevo pure.

Oggi, vivo in un appartamento con il balcone che da sullo stadio del Leyton Orient.
Mi sono sorbita tutta la stagione calcistica della serie C inglese, tutti i mini tornei e i playoff di ogni associazione del quartiere, piú un amichevole Egitto-Jamaica.
Il mio moroso é il classico ragazzo italiano cresciuto a pane e pallone, é da un mese che é agitato per il Mondiale e io SO cos’é il fuorigioco, e non c’é bisogno che me lo spieghi semplificando i termini.
Tirando le somme, la mia relazione con il calcio é instabile. Mi interesso quando le circostanze mi portano ad interessarmene. Ma sono piú le volte che me ne sbatto, ecco.

Una delle circostanze per cui mi interesso al calcio.
Una delle circostanze per cui mi interesso al calcio.

Peró, sono quel tipo di persona che si anima come un hooligan del West Ham durante il Mondiale;  é una sorta di scudo di sopravvivenza. Tanto lo sai che i tuoi amici non faranno altro che parlare di questo. Non lamentarti. Tra un mese sará tutto finito.
Per questa serie di ragioni e un improvviso amore per la cultura brasiliana, sono euforica al punto giusto. Io tifo Colombia, perché l’ho pescata nella lotteria dell’ufficio e se vince io guadagno 16 pounds.

Prometto che non smaroneró  i cosiddetti tutto il mese, ma alcune considerazioni sull’evento di ieri sera sono d’obbligo. E sono tutte from a female point of view, quindi non potete nemmeno insultarmi. LOL.

–          Ho letto disappunto da parte di amici su FB che chiedevano il motivo di una cerimonia d’apertura fatta di balli, di samba e di capoeira per una partita di calcio. Io qui risponderei “Perché NO?!” E non di piú perché tuttalpiú mi esprimerei in parolacce.

–          Piuttosto io chiedo perché PITBULL fosse sul palco vestito come un cocomeraro in spiaggia.
La maglietta nelle mutande gli donava quel bellissimo rigonfiamento sul giro-vita, il pantalone acqua-in-casa bianco era una delizia per gli occhi e l’occhiale da sole gli dava l’aria di chi aveva appena trovato parcheggio in terza fila dopo quaranta minuti di girovagare, e che fosse corso sul palco dieci secondi prima di comparire.

–          Perché PITBULL ha avuto l’onore di cantare l’inno dei Mondiali. (Avrei bisogno di un supporto veloce, Zambathustra!)

–          Fabio Cannavaro come esperto negli studi ITV, con quell’accento birichino.

–          Questa LAMPANTE veritá:

Ficarrão
Ficarrão

–          Marcelo e l’autogol; Neymar che salva la situazione e la prima cosa che fa é andare dal Coach a tirarsela. Ci mancava che facesse la linguaccia a Marcelo e gli dicesse “Papá vuole piú bene a me, pappappero!”. Mi sono sentita male dal ridere, giuro.

–          Hulk si sará guadagnato quel soprannome per una serie di evidenti doni fisici, ha un sedere da twerking che fa spettacolo. Ma é stato David Luiz a fare breccia nel mio cuore strano e tendente al nerd.

–          Ad un certo punto ho iniziato a tifare Croazia, sempre comunque continuando a cantare “Aquarela do Brasil” (ITV la sta usando come stacchetto-pubblicitá ogni 15 secondi).

–          Il Brasile dovrá fare molto di piú per meritarsi la vittoria.

Detto ció, vi auguro una buona continuazione.

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17 thoughts on “A female point of view, senza che mi spieghiate il fuorigioco.

  1. avevo notato anche io la somiglianza tra Ficarra e Marcelo… separati alla nascita 🙂
    per la cerimonia d’apertura (che tra l’altro mi sono perso, mannaggia) perché non balli e capoeira? siamo nel paese della Samba e del Calcio. va bene così 🙂

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  2. Sono letteralmente morta dal ridere!!! Ahah!!!
    il 2006 è stato indimenticabile…non ce lo scorderemo mai e non c’è bisogno che ti dica quando sia felice di aver passato quella serata insieme! 😀

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  3. Cosa dire o inorriDire su Pitbull ai mondiali: patetico e imbarazzante. Partendo dalla benedizione divina della mancanza d’audio iniziale, si può notare che lo stile da Fantozzi gli si addice. Maglia nei pantaloni, vita alta, panza importante: mancava solo un PINAA o che Genniffer si facesse i bigodini e avrei acclamato Filini. Questo Mago Do’ Nascimento a cui Jennifer faceva da Wanna Marchi è la classica Attention Whore, dove cantava manco fosse in preda da Eiaculazione precoce. Anche se si può pensare che abbia cantato così per colpa della vergogna per l’outfit. Mi sento di dire che se ci ricordiamo tanti inni mundiao a memoria, questo non rimarrà anche per colpa sua, di questo mastrolindo misto Aldo misto Mandi Mandi. Voto: 5 ansiolitici su 10

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  4. Pure io so cos’è il fuorigioco! Ogni volta che guardo Sognando Beckham mi chiedo com’è che la madre di Keira Knightley non riuscisse a comprendere un concetto tanto basilare! Ma vabbè.

    Mi è piaciuto un sacco questo post, credo perché mi ci riconosco (con la differenza che io ero e sono tutt’ora innamorata di Del Piero) anche se, dopo aver smesso di giocare a calcetto (facevo il difensore, una volta persino Candido Cannavò, incontrato a una conferenza nella mia città, mi chiese in che ruolo giocassi) ho pian piano smesso di interessarmi al calcio giocato dagli altri: che si tratti della Juve o la Nazionale, non mi tange più (ma datemi un pallone, un Tango preferibilmente, e non lo rivedrete mai più, muahahaha!)

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