Ciarlando... · Homesick

Un’allegra notte insonne a Gatwick Airport

Sto per imbarcarmi sull’aereo diretto a Milano Malpensa. Tra meno di quattro ore le mie vacanze inizieranno ufficialmente, e ho la sensazione che tornerò più stanca. Non sono ancora approdata in terra natale e sono già stata prenotata per settantadue eventi, e rimarrò a casa solo cinque giorni. Devo attendere a due cene in famiglia, un matrimonio, un esame di maturità in qualità di spettatrice, una grigliata di fine stagione pallavolistica e, se tutto va bene, mi rimane il meriggio della domenica per festeggiare sobriamente il mio compleanno (che è in realtà di giovedì, ma chittesencula il giovedì sera, che quelli c’hanno il calcetto, l’allenamento, si alzano presto la mattina dopo, eccetera).
Normalmente, quando devo prendere l’aereo delle 7am, mi sveglio alle 2 e prendo ben due buses e un treno. Arrivo sempre qui intorno alle 5 e faccio “colazione” da Pret con il baguettone ripieno di pollo, bacon e roba verde varia (che mi rimane sempre sullo stomaco, ma si sa, l’amore fa male), aspettando l’apertura del gate. Di solito però sono con Fra, quindi il viaggio notturno si fa meno leggero e meno inquietante.
Stavolta lui è già in Italia che aspetta, perché l’infame doveva festeggiare l’addio al celibato dello sposo, quindi io avrei dovuto farmi la via Crucis da sola e pregare i Sette Dei di arrivare a Gatwick in tempo e illesa (La stazione di sosta tra un bus e l’altro è situata nel quartiere dove abitavamo prima, ribattezzato “C.S.I Walthamstow”, lascio a voi l’elaborazione).
Così oggi, all’improvviso,
ho deciso di prendere l’ultima tube e di trascorrere la notte in aeroporto.

Non so se voi lo fate on a regular basis, ma io sono una novellina in questo e mi sono trovata parecchio in difficoltà.
Prima di tutto perché ignoravo il fatto che un sacco di viaggiatori fanno esattamente la stessa cosa, e accaparrarsi una panchina, poltrona o sedile è ardua impresa. Quelli attrezzati si accomodano per terra, muniti di sacchi a pelo, teli mare, mascherine per gli occhi. Un’allegra comunità di barboni occasionali, insomma. Io ho passato la prima ora sdraiata in un angolo con il bagaglio a mano sul coppino a mo’ di cuscino e una canottiera pescata a caso dalla valigia come mascherina per la luce. Il pavimento era freddo come il ghiaccio e dopo venti minuti non sentivo più la chiappa sinistra, così mi sono girata sull’altro fianco, più per una questione di pari-opportunità.
Dopo l’ora trascorsa per terra, mi sono alzata alla ricerca di un nuovo posto, e grazie al cielo Caffè Nero aveva aperto la saletta. Ho trovato un angolino di divano e mi sono appisolata per ben 7 minuti. Il tepore e il finto buio non sono abbastanza per me, ho bisogno di silenzio assoluto, o perlomeno di un sottofondo che conosco, tipo la tv; in aeroporto ci sono troppo rumori nuovi e curiosi e l’orecchio è sempre attento. Inoltre, la musica trasmessa dagli altoparlanti era pressoché oscena, quindi mi sono infilata le mie cuffie e ho trascorso ben 45 minuti rannicchiata in quell’angolino di bar, ricreando nella mente i video delle canzoni che passavano, con me come protagonista ovviamente, e all’occasione, qualche figo di turno, tipo Norman Reedus (non è ancora giunto il momento di parlare di The Walking Dead, ma io son già in ansia!).
Non appena mi sono alzata, quattro ragazze di nazionalità dubbia si sono accaparrate il tavolino di fianco al mio, impedendomi di riacquistare la posizione fetale e costringendo le mie membra a stare seduta a fissare il vuoto, indecisa su come passare le restanti due ore e mezza del tempo.

Ho preso un caffè (che non volevo) e mangiato una brioche (quella si, la volevo), e ho cercato di capire di che nazionalità fossero le tipe di fianco; che stavano discutendo non c’era dubbio, ma solo perché stavano giocando a Uno, e si sa che la carta +4 e lo stop scaldano anche gli animi più miti e rovinano amicizie di lunga durata. Sembravano dell’est, dicevano “Ya” e a un certo punto mi è sembrato di sentire la parola “Sauro”, inerente al gioco, quindi se qualcuno ha dei suggerimenti mi informi, grazie. So che sarebbe stato semplice chiedere loro da dove venissero, ma mi sono offesa aspettandomi un invito a giocare con loro e quindi per orgoglio me ne sono stata zitta.
Ho ammazzato il resto del tempo su Facebook, che di notte è di una noia mortale e probabilmente i miei amici domattina vedranno solo disperati aggiornamenti di stato da parte mia; 9gag, ridendo come una scema; leggendo Game of Thrones, appassionandomi sempre di più.

Ho lasciato il divano di Caffè Nero con la mia sagoma impressa e mi sono diretta ai gate un’ora e mezza prima dell’annuncio ufficiale. Per fortuna mi apparso davanti un negozio Zara; mi ci sono fiondata dentro e dopo otto prove camerino ho comprato un vestito che molto probabilmente indosserò al matrimonio, essendo partita da casa senza avere assolutamente idea di cosa mettere. Alla faccia di chi dice che i negozi in aeroporto sono stupidi (tipo me medesima); in più quando cerco i vestiti da Zara in centro trovo solo le robine sformate della stagione passata, le collezioni nuove decisamente troppo care e troppa, troppa gente; alchè perdo la pazienza dopo quattro minuti netti e me ne vado via di corsa. Invece qui avevano un sacco di vestiti estivi scontati e circa quattro persone a rovistare tra i capi. AMAZING!

Adesso é quasi ora di decollare, e io sono decisamente stanca; chiudete un occhio se trovate sproloqui grammaticali, io adesso chiudo tutti e due gli occhi e cerco di dormire almeno un’ora e mezza!

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13 thoughts on “Un’allegra notte insonne a Gatwick Airport

  1. Soltanto una volta ho trascorso la notte in aereoporto… Dormire secondo me è impossibile. Quando sono salita sull’aereo sono tipo entrata in un coma di due ore e quando ho riaperto gli occhi era già ora di atterrare. Senza dubbio è stato il volo più breve della mia vita, neanche mi sono accorta del tempo che scorreva.

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    1. Ci credo che c’era gente di fianco a me che addirittura russava? Li ho invidiati da morire.
      In genere dormo sempre sul volo delle 7, stavolta il fato era contro di me, con la strofa di “Fix you” nelle orecchie: “when you feel so tired but you can’t sleep…” -____-

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  2. BUON COMPLEANNO AMORE MIO!!!!!!

    Detta la cosa più importante inizio col criticarti….perchè non hai stracciato a carte quelle stronzette?! Dovevi fare come nei film quando iniziano a giocare a poker ed il protagonista arriva e sbanca il tavolo. La prossima volta buttati nella mischia.
    Anch’io ho avuto una “nottata” in aeroporto, anche se la definirei più mattinata avendo avuto lo scalo in Germania alle 5 della mattina fino alle 8, volevo morire! La soluzione migliore è mettersi a leggere, oppure attaccare bottone con qualcuno e parlare di tutto e di più.
    Sono tropo invidiosa di tutti i tuoi eventi, soprattutto perchè avrei voluto essere con te ad ognuno di questi. Non c’è neanche bisogno che ti dica che voglio vedere il vestito perchè so già che farai un sacco di foto.

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