E il tempo scorre...

Disculpen por la espera

Sarebbe molto piú facile chiudere il blog e dire che sono in ferie. Se solo fossi davvero in ferie. (In quel caso vi romperei le palle tutti i giorni!).
Stavolta sono DAVVERO super impegnata a lavoro e non riesco nemmeno a prendermi 5 fottuti minuti per ridere su London Grumblr.
Ovviamente, sono tornata dalle vacanze e l’ufficio si é riempito di lavoro. In fondo, siamo in piena alta stagione e i cinesi non smettono mai di viaggiare e di fare foto e di lamentarsi di essersi presi le pulci quando in realtá sono stati punti dalle zanzare tigre, che dominano incontrastate la Pianura Padana.
Ho il cervello completamente in pappa; numeri, lettere, conti. Non riesco piú a pigiare i bottoni del telefono correttamente senza dover rifare il numero due volte.

I FORGOT HOW TO PHONE.

L’ora d’aria durante la pausa pranzo mi sta regalando un bel colorito peró;  ieri mi sono munita di shorts sotto al vestito per tirarlo su e bilanciare l’abbronzatura braccia – pancia, perché va bene tutto, ma l’abbronzatura da muranda no.
Sono sempre stata un’amante dell’abbronzatura. Primo perché posso evitare di pasticciarmi la faccia per coprire le mie perenni occhiaie color morte; secondo perché mi escono le lentiggini, mi si schiariscono i capelli e mi sento generalmente piú presentabile, meno malsana, ecco.
Mi piace svaccarmi al sole; quando andavo a scuola e dovevo ancora fare i compiti e studiare, da metá maggio o giú di lí mi sdraiavo in giardino e proseguivo lo studio.
La vacanza lunga per me é quella al mare, quella fatta di giornate in spiaggia e serate al ristorante o nei locali a bere; non tollero nemmeno un giorno di nuvole, quando sono in vacanza.
Quando sono andata a casa a fine giugno, mi sono ritrovata in una cittá grigia e afosa; insomma, l’unica settimana di merda l’ho beccata io.

In compenso Londra sta facendo tutto il possibile per farci credere che siamo in vacanza, il che non é una brutta cosa; oggi ci sono 30 gradi e l’umiditá é ai massimi storici; Il vento debole solleva un’odore quasi irreale di salsedine quando passeggi lungo il Tamigi; il bar di fianco all’ufficio si é munito di macchinetta per i frozen yoghurt e i gelati; i sandali; l’odore della crema solare che ci siamo passati oggi; e poi le gonne svolazzano, si sollevano, si infilano tra lo zaino e la schiena e tu cammini fino alla metropolitana mostrando il tuo fanny a tutti.
Finché qualcuno non te lo fa notare. (Grazie, buon uomo…)
Comunque sono viva. Nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo.

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7 thoughts on “Disculpen por la espera

  1. Tranquilla, non hai beccato l’unica settimana di tempo di merda: l’estate sembra cominciata l’altro ieri (almeno in Lombardia) e non si sa quanto durerà. Quasi quasi vengo a fare le vacanze a Londra 🙂

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  2. In Sicilia si muore di caldo ed io mi vedo sempre “non abbronzata abbastanza”, prendere il sole senza fare un bagno è impossibile e questo è il motivo per cui, essendo la spiaggia lontana, sfrutto le mie ore libere per dormire in camera e non andare a morire arrosto.
    Sentire parlare di Londra con questi termini mi fa davvero strano, ma sono contenta che te la stia godendo anche così. 😀

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  3. Ricordati che potresti essere obbligata a lavorare MENTRE sei in ferie. Perché grazie alla globalizzazione, a internet e alla società dell’informazione, lo scassamento di cazzo non ha confini né festivi. 😦

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