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In bimbo veritas

Questo sproloquio contiene bambini, asili, voglie di maternità e varie.
Del tipo che domani mi passa, ma fa niente.

Oggi abbiamo aperto le porte dell’asilo ai bambini.

Penso di aver dormito meno io che loro. Ero in un certo senso agitata e contenta di rivederli.
La verità è che mi ero sfidata, in un certo senso, sicura di aver trasmesso un po’ della mia adulta saggezza a questi pargoli, e mi ero detta che tutta la mia futura influenza e il mio futuro savoir-faire materno avrebbe dipeso da oggi, secondo questi semplicissimi 3 fattori:
– Il numero di bambini che mi avrebbero fatto “Ciao” con la manina;
– Quelli che avrebbero ricordato il mio nome;
– Quelli che mi avrebbero buttato le braccia al collo gioiosi.

Essendo poi la “signora che lavora in ufficio” e non la loro insegnante, il coefficiente di difficoltà sale ulteriormente, dal momento che mi vedono si e no due volte al giorno e alla loro età hanno una memoria un po’ stramba.

L., un bimbo del nido che ho lasciato titubante sulle sue gambe ora cammina da solo. Per un assurda combinazione di tempistiche (spesso lascio l’ufficio per spupazzarmeli), L. ha mosso i primi passi con me, quindi il fatto che oggi mi abbia riconosciuta e salutata felice è un evento legittimo per un attimino di commozione, no?
(Tick tock, tick tock, tick tock…)

A., una bambina della scuola materna, che l’anno scorso vinse il premio come “la preferita della Stefy” data l’incredibile somiglianza che ha con la Stefy piccola, ha ripreso a fare ciò che faceva l’anno scorso: prendermi la macchina fotografica per imparare a fare le foto (bella de zia), farmi da segretaria dicendomi gli assenti della giornata, e dimenticarsi costantemente il mio nome (però gli assenti se li è ricordati tutti!). Ciononostante gli abbracci e i baci nei miei confronti non sono mai sprecati. E rimane la mia preferita.

I bambini migliori sono quelli che si sono ricordati sia il mio nome, sia di saltarmi al collo, sia le informazioni su di me.
La conversazione con bimba F., 4 anni:
S: “F., ti piace la vostra nuova casetta in giardino?”
F: “Si, molto! Chi l’ha costruita?”
S: “Mmh.. l’ha costruita Francesco!”
F: (inclinando la testa) “…il tuo fidanzato?!”
S: “Si!”
F. sorride sorniona e torna a giocare.

Va beh, torno in ufficio, trionfante.
Ho vinto la mia sfida. Sarò una mamma che spacca.

SI, la verità è che non posso MAI, MAI annoiarmi a lavoro.

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3 thoughts on “In bimbo veritas

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